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Massimo Romano consigliere Regionale del Molise / Coordinatore regionale IDV

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La Giunta revoca il “condono tombale Por”. Romano: “Iorio ammette che avevo ragione. Pretendo scuse formali dal Governatore.”

In data 2 luglio 2010 ho presentato una interrogazione e un esposto alle competenti autorità europee per denunciare il “condono tombale” sul Por 2000-2006. Si trattava della Delibera di Giunta n. 487 del 21 giugno 2010, un vero e proprio blitz truffaldino per consentire alla Giunta di pavoneggiarsi con la Commissione europea in merito alla positiva chiusura del Por 2000-2006. In sostanza, con la delibera 487 la Giunta ammetteva di essere in ritardo sulle operazioni di chiusura e dichiarava incredibilmente di “considerare come effettivamente realizzati gli impegni contrattuali assunti dai beneficiari dei fondi europei a prescindere dalla verifica del loro effettivo adempimento, in particolare sull’incremento occupazionale”. In sostanza, appunto, un condono tombale inaccettabile sul piano politico perché frustrava le aspettative di tanti giovani molisani che confidavano legittimamente in una assunzione da parte di una delle centinaia di ditte beneficiarie dei contributi pubblici europei erogati proprio al fine di aumentare l’occupazione.

Apriti cielo!

Il 7 luglio, l’ufficio stampa del Presidente Iorio inviava una dichiarazione al vetriolo contro il sottoscritto, accusato dell’”ennesima bufala mediatica”, di essere in cerca di espedienti “per dimostrare che esiste”, “l’ennesima distorsione dei fatti e la malevola loro interpretazione”.

A questa sconcertante quanto inspiegabile violenza verbale replicavo, sempre in data 7 luglio, che probabilmente Iorio non aveva neppure letto il provvedimento che egli stesso aveva proposto ed adottato, ovvero che l’ufficio  stampa di Iorio avesse agito senza neppure consultarlo. E ribadivo, quindi, la assoluta necessità di modificare il deliberato in quanto palesemente illegittimo.

In data 19 luglio, la sorpresa! Contrordine ragazzi, Romano aveva ragione!

Con delibera n. 579, la Giunta prende atto che si è trattato di un abbaglio e annulla d’ufficio il provvedimento in questione, in quanto “esiste un interesse pubblico alla eliminazione dell’atto” al fine di “ripristinare la legittimità”.

Queste le parole contenute nel documento istruttorio firmato dal direttore generale, la stessa persona che aveva proposto l’atto che oggi giudica illegittimo e di cui, quindi, propone la revoca. Revoca che Iorio & co. adottano senza battere ciglio. 

Sembrava di leggere la mia interrogazione.

A questo punto, nell’ottica di una correttezza personale e istituzionale, pretendo dal Presidente Iorio le scuse formali, per avermi aggredito ed offeso per una iniziativa assunta nell’ambito del mio mandato istituzionale che era non soltanto pienamente corretta (dunque nessuna bufala, caro Governatore) e oltretutto doverosa (dunque nessun travisamento, caro Governatore).

Salgono, dunque, ad un numero imprecisato gli esempi in cui Iorio placidamente smentisce se stesso. E’ già successo, solo a titolo informativo, quando negò la provenienza cipriota del nuovo socio dello Zuccherificio. In quel caso, nessuna scusa. Stavolta sono fiducioso.

 

Post scriptum.

Alla luce della revoca (DGR 579) è ancora valida la trionfale chiusura del Por 2000-2006 oppure è tutto da rifare?

 

Massimo Romano


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Pubblicato in: Politica il 27 Luglio 2010 - 10:44 Bookmark and Share

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