
Sabato 24 luglio, tutti i giornali locali riportavano, con ampio risalto e grandi fotografie, le felicitazioni di Molise Civile a Michele Iorio per la decisione di “ridurre i costi della politica”.
Nell’articolo si legge incredibilmente che “finalmente viene accolta la nostra richiesta di ridurre le indennità dei consiglieri regionali”, che questo era un punto “del nostro programma elettorale”, e che ancora una volta “bravo Iorio! La richiesta di Molise Civile diventa realtà”, e ancora, “la meritocrazia deve tornare la regola, dove chi svolge un incarico pubblico deve farlo in modo ottimale”. Parola di Molise Civile.
Sono stupefatto. E’ incredibile come si sia abbassato il senso della dignità, di come cioè certa gente riesca a dire certe cose senza provare vergogna.
Nel 2006 Molise Civile, lista civica a sostegno di Michele Iorio, presenta un programma elettorale di un solo punto: riduzione del 50% delle indennità dei consiglieri regionali.
Viene eletto l’avv. Stefano Sabatini, che però è ineleggibile in quanto ricopre il ruolo di commissario dell’Istituto autonomo case popolari, nominato da Iorio, e infatti il primo dei non eletti presenta un ricorso che sarà accolto dopo circa un anno e Sabatini lascerà l’incarico di Consigliere regionale, in quanto ineleggibile, e sarà ulteriormente ricompensato con la prestigiosa nomina al vertice dell’ente idrico Molise Acque.
Per premiare la neonata formazione civica, Iorio nomina Assessore alla Cultura un altro esponente di Molise Civile, Sandro Arco, che non si era neppure candidato e dunque ricopre la carica da “esterno”, con ulteriori dispendio di soldi pubblici.
Qual è il compito dei consiglieri regionali? Fare comunicati stampa? No. E’ quello di presentare proposte di legge per trasformare le “chiacchiere” della campagna elettorale in “fatti”. Come si fa? Facendo comunicati stampa? No. Si fa presentando e sostenendo proposte di legge.
Il 30 marzo 2007, dopo circa novanta giorni dalle elezioni, il sottoscritto, insieme a tre colleghi del PD, presenta una proposta di legge per la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali. Incredibilmente, sotto quella legge manca la firma del collega di Molise Civile che non solo si rifiuta di firmarla, ma non ne presenta neppure una propria, dimenticandosi della promessa fatta in campagna elettorale.
L’assessore esterno Sandro Arco, esponente sempre di Molise Civile, fa lo stesso: fregandosene dell’impegno elettorale, fa finta di niente.
Oggi Arco è direttore della Fondazione Molise Cultura, la fondazione fantasma di cui non c’è traccia al di fuori dell’incarico e delle prebende del suo direttore, che tuttavia non fa niente in quanto la fondazione non esiste e non ha un centesimo da gestire. Ma intanto percepisce le indennità.
Dunque, ricapitolando, Molise Civile propone la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali ma non propone e non sostiene la proposta di legge relativa. Dunque, una presa per il culo degli elettori.
I suoi due esponenti (non si ha notizia di altri iscritti) sono rispettivamente Presidente Molise Acque e direttore della Fondazione Molise Cultura che non esiste, già rispettivamente commissario Iacp e assessore regionale alla Cultura. Nominati, in tutti i casi, indovinate da chi? Da Iorio. Con un concorso? No. Con nomina politica fiduciaria.
Oggi, dopo quattro anni, questi signori si ricordano del programma elettorale di quattro anni prima, senza aver mosso un solo dito per trasformare l’impegno elettorale in legge.
E hanno il coraggio di dire “la nostra proposta diventa realtà”. Che vergogna!
E hanno il coraggio di parlare di meritocrazia nel ricoprire incarichi pubblici, quando entrambi gli esponenti, ripeto, non si ha notizia di altri iscritti, sono entrambi nominati da Iorio con ripetuti incarichi pubblici fiduciari. Saranno anche i più bravi del mondo, ma una cosa è certa: gli incarichi che ricoprono gli sono conferiti in forza di un mandato politico fiduciario, non certo per aver vinto un concorso.
Di fronte a questo stato di cose, la cosa che indigna è che nessun giornalista e nessun giornale, nel pubblicare la dichiarazione, abbia ricordato o commentato che quell’apprezzamento è non solo tardivo, ma è anche una totale presa per il culo degli elettori.
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