
“La Giunta regionale è autorizzata a disporre la rimodulazione dei mutui erogati da Finmolise - S.p.A. nell'ambito degli interventi attuati ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 24 marzo 1979, n. 11, dell'articolo 5 della legge regionale 22 marzo 2000, n. 16, e dell'articolo 4 della legge regionale 7 novembre 2003, n.
Recita così l’art. 6, comma 5, della legge regionale finanziaria per il 2008 (l.r. 12/2008).
Che significa?
Significa che negli anni Iorio e Vitagliano hanno “ordinato” a Fin Molise di erogare somme di danaro, ovviamente soldi pubblici, a titolo di mutuo o di prestito, in favore di centinaia di imprenditori privati, al di fuori di qualsiasi regola del mercato e senza alcun bando pubblico.
Non contenti, a questi “fortunati”, già beneficiari di soldi pubblici senza alcuna gara e senza alcuna procedura, che non hanno restituito un solo centesimo la Regione “regala” altri soldi pubblici. Come?
“Autorizza” se stessa (tramite il dirigente responsabile del servizio politiche industriali) a rimodulare le condizioni dei mutui in modo totalmente contrario all’interesse pubblico (che dovrebbe essere quello ad una oculata gestione del denaro pubblico), eliminano le garanzie, e addirittura “abbonando gli interessi di mora” fino a 200 mila euro!!!.
Insomma, la Regione (Iorio e Vitagliano) prestano soldi in modo fiduciario tramite Fin Molise a chi vogliono e invece di verificare la corretta e tempestiva restituzione, gli “regalano” altri soldi pubblici mediante l’abbonamento degli interessi di mora e l’eliminazione delle garanzie.
Sei un giovane ricercatore e ti servono centomila euro per un’impresa innovativa che sviluppa sofisticati brevetti di ricerca industriale? Non se ne parla, non hai le garanzie per accedere al beneficio, perché sai le banche…ecc. ecc.
Sei un editore che stampa un giornale che non compra nessuno, che pubblica solo i comunicati stampa della Giunta e della maggioranza di governo, che in spregio a ogni deontologia professionale e in ossequio ad un penoso servilismo titola “Iorio: i molisani sono italiani anche loro”? Bene, per te ecco subito 200 mila euro a titolo di prestito, che puoi restituire (senza fretta, ti raccomando!!!!) in 27 anni, e per gli interessi di mora nessun problema. Paga la Regione!!!!
Questo è il Molise di Iorio, Vitagliano e di alcuni fortunatissimi “imprenditori”. Anzi, prenditori.
Ps. Quando questi signori si degneranno di portare in Aula la “manovra” estiva, presenterò un emendamento per l’immediato recupero di quelle somme. Non vedo perché dovremmo tagliare i servizi agli anziani e preservare questi ignobili privilegi a qualche servile “prenditore”.
In data 2 luglio 2010 ho presentato una interrogazione e un esposto alle competenti autorità europee per denunciare il “condono tombale” sul Por 2000-2006. Si trattava della Delibera di Giunta n. 487 del 21 giugno 2010, un vero e proprio blitz truffaldino per consentire alla Giunta di pavoneggiarsi con la Commissione europea in merito alla positiva chiusura del Por 2000-
Apriti cielo!
Il 7 luglio, l’ufficio stampa del Presidente Iorio inviava una dichiarazione al vetriolo contro il sottoscritto, accusato dell’”ennesima bufala mediatica”, di essere in cerca di espedienti “per dimostrare che esiste”, “l’ennesima distorsione dei fatti e la malevola loro interpretazione”.
A questa sconcertante quanto inspiegabile violenza verbale replicavo, sempre in data 7 luglio, che probabilmente Iorio non aveva neppure letto il provvedimento che egli stesso aveva proposto ed adottato, ovvero che l’ufficio stampa di Iorio avesse agito senza neppure consultarlo. E ribadivo, quindi, la assoluta necessità di modificare il deliberato in quanto palesemente illegittimo.
In data 19 luglio, la sorpresa! Contrordine ragazzi, Romano aveva ragione!
Con delibera n. 579, la Giunta prende atto che si è trattato di un abbaglio e annulla d’ufficio il provvedimento in questione, in quanto “esiste un interesse pubblico alla eliminazione dell’atto” al fine di “ripristinare la legittimità”.
Queste le parole contenute nel documento istruttorio firmato dal direttore generale, la stessa persona che aveva proposto l’atto che oggi giudica illegittimo e di cui, quindi, propone la revoca. Revoca che Iorio & co. adottano senza battere ciglio.
Sembrava di leggere la mia interrogazione.
A questo punto, nell’ottica di una correttezza personale e istituzionale, pretendo dal Presidente Iorio le scuse formali, per avermi aggredito ed offeso per una iniziativa assunta nell’ambito del mio mandato istituzionale che era non soltanto pienamente corretta (dunque nessuna bufala, caro Governatore) e oltretutto doverosa (dunque nessun travisamento, caro Governatore).
Salgono, dunque, ad un numero imprecisato gli esempi in cui Iorio placidamente smentisce se stesso. E’ già successo, solo a titolo informativo, quando negò la provenienza cipriota del nuovo socio dello Zuccherificio. In quel caso, nessuna scusa. Stavolta sono fiducioso.
Post scriptum.
Alla luce della revoca (DGR 579) è ancora valida la trionfale chiusura del Por 2000-2006 oppure è tutto da rifare?
Massimo Romano
Eventi calamitosi 24 luglio 2010 - Ordine del giorno di Massimo Romano
ORDINE DEL GIORNO
IL CONSIGLIO REGIONALE
Preso atto
- che in data 24 luglio 2010 si sono verificati eventi meteorologici di particolare gravità che hanno interessato i territori di alcuni Comuni molisani e causato ingenti danni alle abitazioni, alle cose e ai raccolti, con enorme pregiudizio per l’economia locale già duramente provata dal contesto di crisi economica;
- che tra i Comuni colpiti vi sono anche alcuni Comuni del cratere sismico, con ogni più evidente pregiudizio per gli abitanti;
Rilevato
- che la Giunta regionale ha prontamente richiesto al Governo centrale la declaratoria dello stato di calamità naturale;
- che dalle notizie apprese dagli organi di informazione la Giunta avrebbe già stanziato un contributo, seppur minimo, per ciascuno dei comuni interessati, al fine di fronteggiare la prima emergenza;
Considerato che
- nelle more dell’approvazione dello stato di calamità appare indispensabile predisporre misure efficaci per rassicurare le popolazioni colpite e garantire in ogni caso un piano di interventi adeguato;
DELIBERA
- di fare voti al Consiglio dei Ministri per l’approvazione della richiesta di dichiarazione dello “stato di calamità naturale”;
- di impegnare la Giunta regionale, per il caso in cui il Governo non deliberi prontamente lo stato di calamità, a predisporre ogni iniziativa necessaria allo stanziamento dei fondi necessari all’emergenza che ha colpito i comuni negli eventi calamitosi del 24 luglio 2010.
Campobasso, 24 luglio 2010
Massimo Romano
Michele Petraroia
Molise inCivile: cos’è, una presa per il culo?

Sabato 24 luglio, tutti i giornali locali riportavano, con ampio risalto e grandi fotografie, le felicitazioni di Molise Civile a Michele Iorio per la decisione di “ridurre i costi della politica”.
Nell’articolo si legge incredibilmente che “finalmente viene accolta la nostra richiesta di ridurre le indennità dei consiglieri regionali”, che questo era un punto “del nostro programma elettorale”, e che ancora una volta “bravo Iorio! La richiesta di Molise Civile diventa realtà”, e ancora, “la meritocrazia deve tornare la regola, dove chi svolge un incarico pubblico deve farlo in modo ottimale”. Parola di Molise Civile.
Sono stupefatto. E’ incredibile come si sia abbassato il senso della dignità, di come cioè certa gente riesca a dire certe cose senza provare vergogna.
Nel 2006 Molise Civile, lista civica a sostegno di Michele Iorio, presenta un programma elettorale di un solo punto: riduzione del 50% delle indennità dei consiglieri regionali.
Viene eletto l’avv. Stefano Sabatini, che però è ineleggibile in quanto ricopre il ruolo di commissario dell’Istituto autonomo case popolari, nominato da Iorio, e infatti il primo dei non eletti presenta un ricorso che sarà accolto dopo circa un anno e Sabatini lascerà l’incarico di Consigliere regionale, in quanto ineleggibile, e sarà ulteriormente ricompensato con la prestigiosa nomina al vertice dell’ente idrico Molise Acque.
Per premiare la neonata formazione civica, Iorio nomina Assessore alla Cultura un altro esponente di Molise Civile, Sandro Arco, che non si era neppure candidato e dunque ricopre la carica da “esterno”, con ulteriori dispendio di soldi pubblici.
Qual è il compito dei consiglieri regionali? Fare comunicati stampa? No. E’ quello di presentare proposte di legge per trasformare le “chiacchiere” della campagna elettorale in “fatti”. Come si fa? Facendo comunicati stampa? No. Si fa presentando e sostenendo proposte di legge.
Il 30 marzo 2007, dopo circa novanta giorni dalle elezioni, il sottoscritto, insieme a tre colleghi del PD, presenta una proposta di legge per la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali. Incredibilmente, sotto quella legge manca la firma del collega di Molise Civile che non solo si rifiuta di firmarla, ma non ne presenta neppure una propria, dimenticandosi della promessa fatta in campagna elettorale.
L’assessore esterno Sandro Arco, esponente sempre di Molise Civile, fa lo stesso: fregandosene dell’impegno elettorale, fa finta di niente.
Oggi Arco è direttore della Fondazione Molise Cultura, la fondazione fantasma di cui non c’è traccia al di fuori dell’incarico e delle prebende del suo direttore, che tuttavia non fa niente in quanto la fondazione non esiste e non ha un centesimo da gestire. Ma intanto percepisce le indennità.
Dunque, ricapitolando, Molise Civile propone la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali ma non propone e non sostiene la proposta di legge relativa. Dunque, una presa per il culo degli elettori.
I suoi due esponenti (non si ha notizia di altri iscritti) sono rispettivamente Presidente Molise Acque e direttore della Fondazione Molise Cultura che non esiste, già rispettivamente commissario Iacp e assessore regionale alla Cultura. Nominati, in tutti i casi, indovinate da chi? Da Iorio. Con un concorso? No. Con nomina politica fiduciaria.
Oggi, dopo quattro anni, questi signori si ricordano del programma elettorale di quattro anni prima, senza aver mosso un solo dito per trasformare l’impegno elettorale in legge.
E hanno il coraggio di dire “la nostra proposta diventa realtà”. Che vergogna!
E hanno il coraggio di parlare di meritocrazia nel ricoprire incarichi pubblici, quando entrambi gli esponenti, ripeto, non si ha notizia di altri iscritti, sono entrambi nominati da Iorio con ripetuti incarichi pubblici fiduciari. Saranno anche i più bravi del mondo, ma una cosa è certa: gli incarichi che ricoprono gli sono conferiti in forza di un mandato politico fiduciario, non certo per aver vinto un concorso.
Di fronte a questo stato di cose, la cosa che indigna è che nessun giornalista e nessun giornale, nel pubblicare la dichiarazione, abbia ricordato o commentato che quell’apprezzamento è non solo tardivo, ma è anche una totale presa per il culo degli elettori.
"Ritengo che l'Italia sia un Paese libero, nel senso che c'è sì la libertà, ma quella dei servi, non quella dei cittadini". Comincia così "La libertà dei servi", ultimo saggio di Maurizio Viroli, professore di Teoria politica all'Università di Princeton.
L'autore descrive un palcoscenico dove i cortigiani - soprattutto quelli che si spacciano per giornalisti- frusciano intorno al principe che tutto può, in grado di distribuire a chi lo serve prebende e benefici materiali e simbolici e di levarglieli quando vuole. Una libertà precaria, quella dei cortigiani: essi vivono felici per le loro condizioni di vita, le ricchezze, gli onori, turbati soltanto perché basta una diceria, un passo falso, un minuscolo errore sottolineato da un sopracciglio levato del principe e tutto crolla come un castello costruito sulla sabbia.
Viroli parla dell'Italia di Berlusconi. Non credo avrà difficoltà a dire lo stesso del Molise di Iorio, se solo -per sua sventura, o per nostra fortuna - avrà modo di conoscerlo.
I berluscones hanno coniato "Meno male che Silvio c'è", gli ioriani hanno fondato "Per Michele, con Michele". Il Ministro della Cultura Bondi ha lacrimato i versi di "A Silvio", i noti premi Pulitzer molisani fanno la gara a chi beatifica per primo e meglio il povero "Michele", tanto vessato dal Governo Berlusconi, cioè dal suo governo. E così se per il TG1 di Minzolini "l'avvocato Mills è stato assolto" invece che prescritto, per Il Quotidiano del Molise "Iorio assolto nel processo Bain" quando invece è stato rinviato a giudizio. Per non parlare del vergognoso servilismo di tutti quei cortigiani mediatici che tentano, oggi, di far passare Iorio come il politico impegnato nella riduzione dei costi della politica e nella difesa dell'autonomia regionale mentendo spudoratamente in quanto l'unico appellativo che onestamente gli si può attribuire sull'argomento è quello di essere il principale, se non l'unico, responsabile del fallimento economico, morale e culturale del Molise. Che c'entra primapaginamolise?
E' un giornale giovane, con un editore giovane, con una redazione giovanissima. Fa un'informazione veloce, dinamica, pluralista, oggettiva, riporta i fatti, pubblica i comunicati stampa ma anche i commenti, lascia spazio a tutte le dichiarazioni e a tutte le posizioni politiche in campo. Non riceve un centesimo di finanziamenti pubblici (sarà un caso che la mia proposta di estendere i benefici economici della legge regionale editoria anche agli online è stato prontamente bocciato sia dalla Giunta regionale che dalla maggioranza del Consiglio regionale?)
E' uno dei pochissimi organi di informazione locale, insieme a pochi altri giornali, che approfondisce le notizie ed ha il coraggio di fare inchieste serie, con nomi e cognomi. In una parola, un giornale fatto da giornalisti e non da addetti stampa, che riporta le notizie e non si limita al copia e incolla delle "veline".
Il panorama editoriale molisano, salvo rare eccezioni, è un insulto alla decenza.
La Giunta regionale, in tempi di crisi, di aumenti delle tasse e di riduzione dei servizi minimi alla persona, spende centinaia di migliaia di euro di soldi dei cittadini per pagare direttamente gli editori, o per elargire prestiti fiduciari a società editoriali tramite Fin Molise a cui abbona anche gli interessi. E, in molti casi, parliamo di "giornali" così servili che farebbero pena anche nel regime militare della Birmania.
In Molise esiste una commistione ambigua, pericolosa e a mio avviso illecita, che ho infatti provveduto a denunciare agli organi competenti, tra politica, soldi pubblici, imprese pubbliche, sponsorizzazioni pubblicitarie e organi di informazione. Un cortocircuito che persegue l'obiettivo di disinformare i cittadini su quello che accade nelle stanze del potere per "non disturbare il manovratore". Cioè, esattamente il contrario di quello che dovrebbe fare un giornalista: rendere la vita impossibile a chi governa e gestisce i soldi dei cittadini.
Massimo ROMANO
Fonte: PrimaPaginaMolise
Tar Molise – Ricorso Gam. Richiesta rettifica ex art. 2, l. 63/69.
Campobasso, 23 luglio 2010
Spett.le Quotidiano del Molise
c.a. Egr. Sig. Direttore
dott. Giulio Rocco
Spett.le Telemolise
c.a. Egr. Sig. Direttore
dott.ssa Manuela Petescia
Oggetto: Tar Molise – Ricorso Gam. Richiesta rettifica ex art.
Con riferimento al servizio televisivo andato in onda su Telemolise in data 22 luglio, a firma del giornalista Enzo Di Gaetano (“sostanzialmente sconfitte le tesi del consigliere regionale Massimo Romano che, contro questa procedura, aveva preannunciato esposti alla procura e alla corte dei conti”), e pubblicato, nel medesimo contenuto, in data successiva 23 luglio, a pagina 5 de Il Quotidiano del Molise, sempre a firma del dott. Di Gaetano (“sconfitta la tesi di Massimo Romano che aveva gridato allo scandalo”), il sottoscritto chiede cortesemente alle SS.LL. di voler pubblicare e/o trasmettere la presente dichiarazione di rettifica rilasciata ai sensi dell’art. 2 della L. 63/1969.
“Il Tar Molise, con ordinanza n. 185/2010, ha respinto - in sede cautelare - il ricorso di un operatore avicolo che chiedeva la sospensione della delibera n. 210/2010 con la quale la Giunta ha acquistato l’usufrutto dello stabilimento Arena di Bojano per la cifra di 37 Milioni di euro.
Le decisioni dei giudici non si commentano: si rispettano e si eseguono. Non essendo io il ricorrente, non entro nel merito della vicenda giurisdizionale, restando in attesa della decisione di merito prevista per il marzo prossimo.
Al contrario, come consigliere regionale ho il diritto-dovere di denunciare, come ho fatto e come continuerò a fare ogni volta ce ne sarà bisogno, l’operato di un Governo regionale che elargisce centinaia di Milioni di euro in favore di due o tre grandi industrie private e dimentica completamente le migliaia di piccole e medie imprese che più di tutte stanno soffrendo la crisi e che più delle altre andrebbero sostenute.
Il Consiglio regionale, infatti, aveva deciso all’unanimità di destinare il 70% della quota Fas proprio in favore delle piccole e medie imprese delle aree svantaggiate che rappresentano l’ossatura dell’economia regionale.
In definitiva, esprimo un giudizio politico estremamente negativo sul silenzio connivente della Regione che assiste passivamente al dramma di una cooperativa al 75% di proprietà pubblica – la Solagrital- che mette in cassa integrazione dipendenti a tempo indeterminato per assumere centinaia di avventizi, con buste paga non dignitose e senza forme di protezione previdenziale e sociale, e nel contempo magari destina decine di migliaia di euro per contratti di consulenza a giornalisti ed organi di informazione locale.”
Virtuosi o viziosi? Tanto non sono soldi loro...
Leggi il testo del videopost
Ieri mattina il Consiglio regionale ha approvato, con il mio voto di astensione, la pdl n. 230 sul personale regionale.
Mi sono astenuto per due motivi.
Perché sono stati bocciati gli emendamenti che ho presentato per la soppressione della legge regionale 15/2009, quella che consente ai componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e ai presidenti delle commissioni permanenti e a quelli delle commissioni “porcata” di assumere dall’esterno personale nelle segreterie politiche.
Mentre tutti si riempiono la bocca con la necessità di ridurre i costi della politica e degli apparati politici, in Molise sono ancora in carica 5 presidenti di 5 commissioni che non si riuniscono mai (come risulta dai verbali), che se si riuniscono discutono di nulla (come risulta dai verbali), che si sovrappongono per materia alle commissioni permanenti (ma intanto i rispettivi presidenti percepiscono indennità aggiuntive del 10%) e che hanno anche assunto, ai sensi della legge regionale 15/2009 di cui appunto con gli emendamenti chiedevo l’abrogazione, unità di personale addetto alle segreterie politiche esterno all’amministrazione e senza alcuna verifica dei titoli o delle competenze connesse all’argomento delle commissioni.
Il secondo motivo di astensione sulla legge riguarda l’emendamento presentato dal Presidente del Consiglio regionale Picciano che aggiunge al testo della legge un articolo aggiuntivo, l’articolo 2, che è un aborto giuridico, pieno zeppo di vizi di incostituzionalità e rappresenta una norma “contra personam”. Anche in questo caso, approvato con il parere favorevole della Giunta Regionale e con il mio voto contrario, motivato come segue.
La norma dispone che “nelle more dell’attuazione della riorganizzazione” del personale regionale (l.r. 10/2010, rispetto al quale la Giunta è ancora inadempiente), è “revocato l’incarico di Segretario generale del Consiglio”, “risolto il connesso contratto di lavoro” e le funzioni di questo sono attribuite ad interim “al Direttore generale della Direzione Generale I della Giunta”, che come è noto da mesi è direttore ad interim di tutte le altre direzioni generali, esclusa la Sanità.
Come detto, una leggina-provvedimento “contra personam” (la persona è il dott. Luciano Iacobitti), che contravviene ai più elementari principi giuridici che richiedono il carattere “generale ed astratto” delle leggi, e non il “carattere personale e concreto” delle stesse, e oltretutto, come ben dovrebbero sapere i miei colleghi, le leggi non possono legiferare su materie rimesse alla contrattazione collettiva. Dopotutto, era proprio questo il motivo della impugnazione della legge “quadri” che ha costretto all’adozione della proposta di legge regionale n. 230 approvata questa mattina.
Dunque una leggina costituzionalmente illegittima (non si può risolvere con legge un contratto regolato dal diritto privato, e non si può incidere su materia rimessa alla contrattazione) e politicamente vergognosa, in quanto “ad personam”, anzi “contra personam”, adottata contro una persona fisica e non nell’interesse della collettività.
Non mi interessa neppure comprendere i motivi di ordine politico o personale che hanno spinto il proponente a firmare l’emendamento ed il Consiglio ad approvarlo. Ritengo che il segretario generale Iacobitti sia una persona perbene, autorevole e preparata, e che abbia svolto il suo lavoro con assoluta competenza e serietà, ma, a scanso di equivoci, se anche si fosse trattato di una figura meno autorevole l’ordinamento non consente, né potrebbe consentire, di rimuovere figure sgradite con un atto illegittimo e probabilmente illecito.
Per questo, non appena la legge sarà pubblicata sul Bollettino, provvederò a segnalarla al Governo affinché promuova la questione di legittimità costituzionale contro l’art. 2.
Spiace constatare che l’abitudine di certi “governanti nazionali” ad approvare “leggi ad personam” stia contagiando anche il “legislatore” molisano. E’ accaduto con la delibera di Giunta “salva amici” (quella che fissa il principio di non costituzione di parte civile nei procedimenti penali a carico degli amministratori regionali imputati per reati contro la Regione). E’ successo oggi con la legge “contra Iacobitti”.

Nei giorni scorsi, ho posto il tema dei rapporti contrattuali e societari tra la Regione Molise ed Eutelia, società a cui la Molise Dati ha affidato direttamente appalti per alcune decine di milioni di euro, e che oggi è commissariata in seguito ad un crack finanziario che ha portato al licenziamento di centinaia di dipendenti e -come è dato apprendere dai giornali - addirittura agli arresti di quasi tutti i vertici aziendali per bancarotta fraudolenta.
Davanti ad un caso che a livello nazionale ha fatto e sta facendo scalpore, la domanda è: quanti sapevano che anche i soldi (sembrerebbe molti soldi: circa 40 milioni di Euro) dei cittadini molisani (che oggi sono costretti a far fronte alle carenze di cassa della Regione con aumento delle tasse) sono finiti direttamente nelle casse di Eutelia?
Ritengo ben pochi, al di fuori della cerchia strettissima degli amici di Iorio. Alla mia domanda, legittimamente posta al fine di fare la dovuta chiarezza su una vicenda inquietante (che si aggiunge alle altre decine di milioni regalati o promessi a destra e a manca dal nostro amato Presidente ai cari amici dello Zuccherificio, dell’Arena-Solagrital, dell’IMAM, LTM – nave per la Croazia ecc), anziché rispondere il Presidente della Regione, ha risposto il suo mandatario elettorale, Mauro Belviso che, guarda caso, oltre a gestire la “cassaforte” di Iorio in campagna elettorale è anche (pura coincidenza) amministratore delegato di Molise Dati.
La replica di Belviso è l’esempio illuminante di quanto pericolosa possa essere la commistione tra ruoli pubblici - quale quello di amministratore pubblico di una società che gestisce i soldi dei cittadini e che deve agire nell’interesse di questi ultimi - e ruoli privati, quale quello di mandatario elettorale di un politico, nel caso di specie Michele Iorio, che deve fare appunto gli interessi privati di quel politico, ivi incluso gestirgli i soldi nelle campagne elettorali, fare il giro per la raccolta fondi tra i privati finanziatori, pagare le tipografie, le cene, i collaboratori, sistemare gli impicci burocratici ed economici di comizi, buffet e camper vari.
Nella replica, Belviso non risponde ad alcuna delle questioni che ho posto, dunque non scioglie alcun dubbio, non fornisce un documento, non cita un solo provvedimento; al contrario, si esercita in una prova di prepotenza che evidentemente gli deriva non dalla carica di amministratore di Molise Dati ma da quella di potente “mandatario elettorale di Michele Iorio”, che da anni gli consente (anzi, gli impone) di agire indisturbato nell’ombra. E quindi si legge nella replica: “Romano fa accuse assurde”, se ne “infischia della verità”, fa “scandalismo allarmistico”, “strumentalizzazioni propagandistiche pre-elettorali”, dice “falsità spudorate”, e così via. Illuminato esempio di correttezza istituzionale.
Da circa quattro anni denuncio la illegittima configurazione di Molise Dati come società falsamente ed erroneamente qualificata in house, che per quanto priva di quei meccanismi di cd. “controllo analogo” riceve annualmente decine di milioni di euro senza gara dalla Regione, dalla Asrem e da altri enti pubblici e subappalta servizi e forniture con procedure che quasi sempre sfuggono completamente al controllo democratico e alla trasparenza e molto spesso violano completamente la legge sui contratti pubblici che impongono, come è noto, il ricorso a procedure di evidenza pubblica.
Il problema non è la legge regionale 3/99, che autorizza la Regione a partecipare al capitale sociale, e neppure la presunta modifica dello Statuto ai sensi “del decreto Bersani” (per quanto da qualche anno se ne imporrebbe un aggiornamento alla luce delle più recenti previsioni comunitarie che espongono oramai la Regione Molise ad inevitabili procedure di infrazione: ma da noi come sulla sanità è in gran voga, da parte dei nostri amministratori, la scoperta dell’acqua calda che consiste nell’intervenire sul paziente quando questi è quasi morto).
Il punto è che Molise Dati è partecipata da un soggetto privato individuato senza gara pubblica e questo basta ad escluderne la configurazione come in house (dunque ad escludere la possibilità di avere legittimazione ad affidamenti diretti e commesse senza gara per decine di milioni di Euro): il caso LTM (la nave Termoli jet) e le note sentenze passate in giudicato, avrebbero potuto, anzi dovuto (a chi ancora non lo sapesse), insegnare qualcosa, ma evidentemente è troppo più importante, per Michele Iorio, preservare quel sistema di gestione del denaro, degli appalti pubblici e delle assunzioni (ed il tentativo, a mio avviso maldestro, di trasformare Molise Dati in una cd. “centrale di committenza” al fine di evitarne la scure della privatizzazione pur prescritta da leggi nazionali si rivelerà, probabilmente, troppo grossolano per andare in porto – a riguardo poso solo dire che vigileremo).
Ho segnalato l’anomalia e la descritta illegittimità sia alla Commissione Europea che all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che alla Procura della Repubblica e della Corte dei Conti, visto che alle mie interrogazioni, in Consiglio regionale, nessuno risponde. Dinanzi a tanta evidenza attendiamo qualche risposta visto che tali cose sembra che oramai si verifichino solo in Molise senza che nulla accada.
Ma veniamo al dunque: sull’appalto di 40 Milioni di euro affidati ad Eutelia senza gara, visto che non c’è alcuna risposta, attendo di ricevere le carte per verificare quanti soldi sono stati pagati per dei servizi che sembrano essere ad oggi mai realizzati.
Mentre gli uffici preparano fotocopie, da alcuni giorni sto ricevendo dei giovani che sono stati assunti proprio al call-center di Eutelia (guarda caso proprio nell’imminenza delle comunali di Campobasso) e che sembra si siano dimessi poco dopo per ragioni che sto ancora verificando. Su Molisecom, gestore della telefonia dei Consiglieri regionali (quanti lo sanno?) attendo risposta alla mia interrogazione di giugno, in particolare per verificare se la società sia in possesso, come richiede la legge, dei presupposti per la gestione di dati sensibili che richiedono protocolli di sicurezza per il rispetto della privacy. Così, tanto per evitare un nuovo caso “Telecom-spioni” in salsa molisana.
Sul progetto Siarm, Belviso mi chiede “da chi ha avuto l’informazione dalla quale ha avuto l’obbligo di fare richiesta di accesso agli atti”? Caro Belviso, al contrario di te che ricevi ed esegui ordini da Iorio, io non ho obblighi con nessuno e non agisco in nome e per conto di nessuno al di fuori di me stesso e dei miei elettori. Il progetto Siarm è semplicemente pubblicato sul tuo sito, ovviamente e come di consueto in forma parziale e quindi pretendo di capire come stai gestendo la gara e chi sarà l’aggiudicatario.
Infine, sulle insinuazioni che mi rivolgi sul fatto che un mio zio (ne ho tanti anche in America) abbia svolto il ruolo di assessore regionale all’urbanistica, come mi è capitato già in passato con altri “amici” di Iorio, ti informo che il mio bisnonno ha svolto (sembra) il ruolo di Podestà di Bojano e che forse qualche mio antenato (a dispetto del mio cognome) abbia addirittura combattuto da Sannita contro i Romani nelle ben note guerre (non so se rimettendoci anche le penne: ma se per Te è importante ai fini dell’esatto inquadramento del caso Eutelia, mi informerò facendotelo doverosamente sapere organizzando se del caso anche un seminario a spese, ovviamente, della Regione – visto che si tratta di informazioni rilevanti per il ruolo istituzionale e per l’accertamento di una sufficiente molisanità dei consiglieri).
Quanto alle ulteriori insinuazioni, molto affini a pratiche sottilmente intimidatorie di stampo meridionalista (per essere clementi), le restituisco al mittente, indicandoti che se propri ti interessa accertare qualcosa nel senso vero del termine (non prestandoti ad un uso strumentale e fuorviante delle parole e dei messaggi in codice – che non conosco) esistono fiori di uffici in via Elena a Campobasso, proprio dentro il Palazzo del Tribunale.
Quanto al diritto di parola, di critica e di informazione, che una democrazia che si rispetti ha il dovere di salvaguardare e tutelare, non condivido perché probabilmente illegittimo se non addirittura illecito, il doppio ruolo e la oramai inquietante commistione tra amministratore delegato di Molise Dati e la qualifica formale di gestire, per conto di “Iorio”, i soldi di “Iorio”, in campagna elettorale che coinvolge direttamente Iorio; non condivido le modalità di strutturazione della società Molise Dati, poiché in contrasto con la vigente normativa comunitaria; non condivido gli affidamenti diretti, effettuati per diverse decine di milioni di Euro senza gara e con l’alterazione dei più comuni meccanismi del libero mercato ed in violazione della vigente normativa nazionale e comunitaria; non condivido i protocolli a volte molto a affini a quelli clientelari praticati per l’affidamento di commesse, così come per le assunzione di personale senza concorso.
Aspetti sui quali nell’interesse dei cittadini che rappresento ritengo che vada oramai fatta assolutamente chiarezza.
Molise Dati: conferenza stampa del 14 luglio 2010
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